Steve Miller Band
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Il Gangster è tornato! L'uomo conosciuto come Maurice si prepara a pubblicare il primo disco in 17 anni. "Bingo!" sarà disponibile da giugno 2010 attraverso la personale etichetta Space Cowboys Records, in collaborazione con Roadrunner/Loud & Proud Records. Al termine dell'annuale tour estivo in America, diretto dal famoso regista di Broadway Rob Roth ("La Bella E La Bestia"), Steve Miller intraprenderò un inedito tour europeo, il primo degli ultimi 25 anni.

Miller apparirà, inoltre, al fianco del musicista country Kenny Chesney nella serie di Country Music Television "Crossroads", registrata live al Ryman Auditorium di Nashville, casa del Grand Ole Opry.

La STEVE MILLER BAND, una delle più grandi realtà rock di tutti i tempi, ha venduto oltre 30 milioni di dischi, firmando una carriera che dura ormai da 40 anni. Il peculiare stile blues-rock ne fa una delle più classiche e ammirate formazioni, in grado di collezionare ogni anno show sold out in tutto il Paese.

Prodotto da Miller e dall'ingegnere del suono Andy Johns (Rolling Stones, Led Zeppelin), "Bingo!" è la prima incarnazione della sessione tenuta a marzo 2008 nel George Lucas Skywalker Ranch. Un secondo album seguirà il prossimo anno. Le produzioni presentano ai fan Sonny Charles, veterano cantante rock e blues noto per i suoi trascorsi nei Checkmates. La sessione è anche l'ultima realizzata con l'armonicista e cantante Norton Buffalo, con Miller da 33 anni e scomparso nell'ottobre 2008, dopo una lunga lotta contro il cancro.

"Bingo!" affonda le proprie origini nella scena blues nata a Chicago tra il 1964 e il 1966, quando l'allora Goldberg-Miller Blues Band divideva il successo con la Paul Butterfield Blues Band e la Siegel-Schwall Band. In un certo senso, "Bingo!" è l'album che Miller ha sempre voluto produrre.

Nato il 05 ottobre del 1943 a Milwaukee, Winsconsis, Steve Miller è cresciuto in una famiglia musicale. Sua madre Bertha era una nota contante e suo padre, Dr. George (Sonny) Miller, si dilettava nella realizzazione di registrazioni audio semiprofessionali. Lo zio di Steve, Dale Miller, regalò al nipote la prima chitarra all'età di quattro anni. L'amico di famiglia, il chitarrista Les Paul, diede al giovane alcune lezioni di chitarra, segretamente registrate dal padre. "Steve, troverai ben presto la tua strada", disse Les Paul ascoltandolo suonare e cantare.

La famiglia si spostò a Dallas, Texas, quando Steve abveva sette anni. Il padre iniziò a frequentare numerosi musicisti e a chiudere registrazioni per loro. Miller non perdeva un incontro. Rimasto a casa da scuola il giorno in cui T-Bone Walker suonò per alcuni amici, Miller ebbe la fortuna di incontrare il chitarrista, che gli insegnò come suonare uno sling-line solo.

All'età di 12 anni, Miller forma la sua prima band, i Maksmen. Chiamò suo fratello più grande a suonare il basso, deciso a esibirsi live quanto prima.

Durante gli anni successivi, Miller si avvicinò sempre più alla scena blues e rock di Dallas. I Marksmen ampliarono ben presto il personale repertorio, traendo ispirazione da Bobby Bland, Jimmy Reed, Bill Scaggs e le molte star R&B del periodo. Durante le superiori, Miller mostrò all'amico Boz Scaggs alcuni accordi inediti e linee vocali appena abbozzate, Scaggs si unì immediatamente alla band. Una volta al college, Miller diede vita a una nuova band, gli Ardells. Scaggs si unì a loro un anno dopo.

Miller entrò ben presto in contatto con la scena blues di Chicago e ne restò letteralmente folgorato. Dopo poco, la sua Golderberg Miller Blues Band si trovò a dividere il palco con la Paul Butterfield Blues Band. La band firmò un contratto con Epic Records e volò a New York per promuovere il primo singolo. "The Mother Song" fece ben presto il proprio debutto sui media nazionali, con i riusltati sperati. Terminati gli impegni, Miller si spostò alla volta di San Francisco.

La Paul Butterfield Blues Band si esibiva al Winterland la notte in cui arrivò. Spese gli ultimi soldi per comprare un biglietto e raggiunse i vecchi amici sul palco. Quando dichiarò di aver intenzione di trasferisti in città per dare vita a una nuova band, il pubblico impazzì.

Non ci volle molto perché la STEVE MILLER BAND prendesse forma.

Nell’autunno del 1966, Miller e la sua band si esibirono con Grateful Dead, Big Brother e Holding Company. Da quel momento apparizioni live e show televisivi si seguirono senza sosta. Siglato un nuovo contratto con Capitol Records, Miller iniziò a registrare il primo disco agli Olympic Studios di Londra, sotto la supervisione di Glyn Johns, fresco di sessioni con Beatles e Rolling Stones. "Children Of The Future" fu pubblicato nel 1968.

"Sailor", il secondo disco, vede la luce cinque mesi dopo. Registrato con Glyn Johns, l'album contiene il classico "Livin' In The U.S.A.", in testa alla classifica Billboard Hot 100 per due settimane per poi sparire del tutto. Scaggs lasciò la band poco dopo la pubblicazione. L'album, inoltra, presentava Miller come The Gangster Of Love. "Brave New World", il disco successivo, mostrava Miller come Space Cowboy.

Miller concluse i lavori con Johns a Londra, per poi sovraincidere alcune parti vocali agli Olympici Studios con Paul McCartney e John Lennon. La stessa sera i Beatles avrebbero dovuto registrare, ma Lennon e Ringo Starr erano introvabili. Anche George Harrison se ne andò e, rimasto solo con McCartney, Miller fece ascoltare all'amico un nuovo brano. I due trascorsero la notte suonando, fino a realizzare "My Dark Hour".

Gli anni seguendi videro molti cambienti all'interno della STEVE MILLER BAND, fino a portare Miller a un nuovo e importante punto di partenza.

Entrato negli studi della Capitol Tower a Hollywood, Miller realizzò in nove giorni "The Joker". Disco e singolo esplosero senza preavviso, portando Miller in cima a tutte le classifiche. Da qui un lungo tour, fino al ritorno a casa e al desiderio di una pausa.

Miller comprò una nuova abitazione, costruì uno studio personale e passo il successivo anno e mezzo a scrivere e suonare, preparando i due dischi successivi. Poche le pause, tra cui un concerto di supporto ai Pink Floyd. Terminata la stesura, Miller raggunge i CBS Studios di San Francisco e, nel settembre 1975, registra con il bassista Lonnie Turner e il batterista Gary Mallaber i nuovi episodi. "Fly Like An Eagle", il primo dei due album, è poi mixato in 48 ore a Seattle con Jim Gaines.

"Take The Money and Run", primo singolo estratto, fu presentato nel 1976 e seguito da altri sei indimenticabili successi. "Fly Like An Eagle" superò ogni record di vendita e, dopo un anno, fu seguito da "Book Of Dreams".

Nel 1978 il primo greatest hits, "Greatest Hits 1974-78", prodotto divenuto ben presto uno dei dischi più venduti di tutti i tempi, con milioni di copie ogni anno, fino alla fine del secolo.

Miller guadagnò nuovamente le prime posizioni con "Abracadabra" nel 1982 e "I Want To Make The World Turn Around" nel 1986. Nel 1989 la pubblicazione di "Born 2B Blue", con il ritorno di alcuni amici di vecchia data e l'inizio di un nuovo tour, il primo da molti anni.

Nel 1993 esce "Wide River", ultimo disco in studio, almeno fino a oggi.

La STEVE MILLER BAND è divenuta ben presto un'icona immortale, un punto di riferimento e un'istituzione cui molti musicisti fanno ancora riferimento. "Bingo!" si preannuncia come un capolavoro senza tempo e l'inizio di una nuova era.