Maximilian Hecker
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Ultima Pubblicazione
27 marzo 2009
Date Concerti
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Dopo un lungo viaggio, il figlio adottivo prediletto di Berlino Mitte, MAXIMILIAN HECKER, ha trovato finalmente la strada di casa. Nella sua valigia porta con sé un nuovo disco: il quinto album, “One Day”. Dove cavolo è stato MAXIMILIAN HECKER per tutto questo tempo? In Asia. La sua personale interpretazione di “Big in Japan” è diventata “Big in Taiwan, China e Korea”. Potrà anche sembrarvi strano, all'inizio, ma ha molto senso, invece. Il pop di HECKER è caratterizzato da due costanti: la sua vicinanza musicale ad artisti britannici come I Radiohead e gli Oasis e la similarità tra I suoi testi e la modernità romantica tedesca. Questa combinazione trova terreno fertile in Asia, continente tradizionalmente e culturalmente sentimentale.

 

“Per I miei 18 anni stavo per suicidarmi, ma la tua musica mi ha salvato. Posso essere felice quanto te? Sei in assoluto il mio artista vivente preferito. Grazie. Buona giornata”. Ji-Yeon dalla Corea del Sud.
 


Le sue canzoni sul desiderio di purezza e sull'essere buoni, ma anche l'essere fedele all'oscurità e alla morte gli hanno permesso di firmare contratti discografici in Taiwan, Cina, Hong Kong e Corea del Sud. Oggi I fan si mettono lentamente in fila per sentire Hecker cantare dal vivo. I fan disegnano a mano dei fumetti per lui e la moda delle metropoli asiatiche fa di lui un'icona e un modello perfetto. Alcuni potrebbero dire “Il cantante sdolcinato di Berlino è tornato”. La risposta a chi si chiede dove MAXIMILIAN HECKER trovi ragione di scrivere musica è straordinariamente semplice “Vengo da Bünde (piccola cittadina tedesca), e scrivo quello che sento. Sono un ragazzo rigido. La mia musica è l'esatto opposto di Bünde. La ristrettezza mentale diventa opportunità, la depressione diventa megalomania.” HECKER porta sentimenti intensi nella sua musica, sentimenti che gli mancano nella vita quotidiana. “A volte chi soffre si fa tagli nelle braccia pur di sentire qualcosa – io scrivo musica, invece.” Mentre il suo percorso lo ha portato ad immergersi nel lontano Oriente, HECKER ha trovato proprio in Germania i dissapori con l'industria discografica.

Il cantautore che è stato scoperto mentre suonava all'Hackescher Markt di Berlin-Mitte dove gli è stato proposto un contratto discografico seduta stante, ha deciso di lasciare la Kitty-Yo Records dopo sei anni e tre album (“Infinite Love Songs”, “Rose” e “Lady Sleep”). “I'll Be A Virgin, I'll Be A Mountain” è uscito su V2 nel settembre 2006. Dopo che la V2 è stata assorbita da Universal Music nel 2007, MAXIMILIAN HECKER non trovava posto nell'atteggiamento orientato al mercato della major. Hecker ha deciso, quindi, di costruirsi il suo destino. Dopo aver guadagnato una certa popolarità in Cina e Corea del Sud, due brani di HECKER hanno fatto da colonna sonora ad alcuni spot pubblicitari cinesi. Il compositore ha quindi usato I guadagni che ne sono derivati per registrare l'album “One Day” nell'aprile 2008. Il duro lavoro e la disponibilità a farsi carico di alcuni rischi sono stati premiati nell'autunno del 2008: “One Day” è stato pubblicato in Corea del Sud, Cina, Taiwan, Hong Kong, Malaysia e Singapore. Dopo l'uscita dell'album Hecker è ripartito in tour in Asia a novembre, toccando Seoul, Bejing, Shanghai, Guangzhou, Hong Kong e Taipeh. Fino ad ora MAXIMILIAN HECKER ha creato I suoi album completamente da solo – dalla musica ai testi, dalla registrazione all'artwork. “One Day” segna, invece, un cambiamento di direzione per quanto riguarda il processo di registrazione. Nel disco, che è stato prodotto da lui e dal suo partner di lunga data Guy Sternberg, HECKER ha coinvolto anche la sua band – formata da Johannes Feige (chitarra), Sebastian Vogel (basso) e Snorre Schwarz (batteria) – per mettere a punto gli arrangiamenti e completare il processo creativo che ha richiesto ben 13 prove intensive e cinque sessioni di registrazione. Mentre era in tour in Europa e in Asia Hecker ha imparato ad apprezzare non solo l'amicizia, ma anche l'input creativo che poteva scaturire dalla sua band.

Nell'estate del 2005 è stato aperto il club di MAXIMILIAN HECKER, il “Suicide Lounge”. Il concept iniziale era: brillanti luci al neon, nessun alcolico, nessuna droga, uniformi bianche per tutti I clienti e test del tasso alcolico per garantire la sobrietà degli stessi. Hecker avrebbe voluto decorare il club con tanti specchi. Inizialmente non ci doveva essere musica, ma poi sarebbe stato davvero troppo – quindi alla fine Hecker ha deciso di vestire anche I panni del DJ. In un mix di hit trash ha creato una disciplina suprema del ballo. Da “La Boum” alla classica cover “Hello”, tutto il soft rock è ammesso. Mezzo nudo, a braccia aperte, esitando tra la sottomissione regressiva alla sua stessa rovina e alle fantasie di Gesù. Hecker provoca il suo pubblico invitandolo a seguire il suo esempio di manifestazione emotiva radicale. Nel frattempo il club ha trovato nuova casa alla Scala di Berlino. Ancora oggi a volte si può incontrare MAXIMILIAN HECKER da Hackescher Markt. Quando non c'è un palco libero, Hecker si costruisce da solo il suo e ci mette il cuore nella sua esibizione. Se si ascolta con un certo distacco, si può ancora sentire l'influenza degli Oasis in “One Day”, ma anche Nick Drake, Richard Ashcroft, il leggendario Bob Dylan e il talentuoso Ryan Adams hanno lasciato il segno in questo album. MAXIMILIAN è rimasto fedele alla modernità romantica poiché la sperimentazione artistica del proprio corpo, della propria vita, è parte del Romanticismo. MAXIMILIAN HECKER, il viaggiatore, il sopravvissuto, è tornato e ha tante cose da raccontare.