Oltre alla tragedia, alla storia, alle chitarre furiose e alle canzoni indimenticabili, i LYNYRD SKYNYRD ruotano attorno ad una volontà indomita. Alla sopravvivenza dello spirito che non si piega, eccezionalmente americano, cocciutamente risoluto.
Con in mano tanto nuovo materiale, il primo dopo l'uscita nel 2003 di "Vicious Cycle", la leggendaria rock band LYNYRD SKYNYRD torna con "God & Guns", nei negozi il 25 settembre per Loud & Proud/Roadrunner Records. Registrato a Nashville tra il 2008 e il 2009, il progetto è stato interrotto – ma non terminato – con le morti, avvenute all'inizio di quest'anno, del membro fondatore della band, il tastierista Billy Powell, e del bassista di vecchia data Ean Evans.
Guidati dai membri storici Gary Rossington (chitarra), Johnny Van Zant (voce) e Rickey Medlocke (chitarra) e dal batterista Michael Cartellone, i LYNYRD SKYNYRD hanno registrato un album (“sotto minaccia, come al solito”, secondo Van Zant) che porta avanti il lascito creato 35 anni fa a Jacksonville, Florida, e che si era presa una pausa dopo l'incidente aereo del 1977 in cui persero la vita tre membri, tra cui Ronnie Van Zant e Steve Gaines. Da allora la band ha perso in circostanze tragiche anche Allen Collins, Leon Wilkeson e Huey Thomasson, ma è sempre andata avanti.
Con la scomparsa di Powell ed Evans “forse molte persone si aspettavano che dicessimo basta”, ammette Medlocke. Ma questo non rientra nel modo di fare di questa band, recentemente entrata nella Rock & Roll Hall of Fame. Con più di 60 album all'attivo e più di 30 milioni di copie vendute, i LYNYRD SKYNYRD sono un'icona culturale che piace a tutte le generazioni, e "God & Guns" ne è l'ennesimo esempio. La Skynyrd Nation aspetta impaziente.
“Volevamo mostrare alla gente che non solo facciamo la musica di sempre, ma che abbiamo anche ancora alcuni assi nella manica”, spiega il chitarrista e fondatore della band Gary Rossington.
Tornare in studio dopo la morte di Powell, di cui potete ascoltare le tastiere in più di metà dei brani di "God & Guns", è stato “molto difficile, non voglio nasconderlo”, afferma Van Zant. “Ma l'abbiamo affrontato, come i Lynyrd Skynyrd hanno sempre fatto. La musica può curare molte ferite. Questi brani dovevano essere scritti, e questo disco doveva uscire. Gary, Rickey ed io ci siamo detti “mettiamoci tutto l'impegno, facciamolo.”
Sfortunatamente questa band è abituata a dover affrontare gravi perdite. “Ci siamo ricaduti, in un certo senso”, afferma Rossington. “Ci è già successo tanto tempo fa, quindi cerchiamo di affrontarlo ancora una volta. Quando si invecchia ci si abitua un po' di più a queste cose. Sai che la morte prima o poi arriva per tutti, anche per te. Ringrazio Dio per tutti i giorni e il tempo che ho potuto passare con i ragazzi che non sono più qui tra noi.” Il tempo delle lacrime è finito. E' arrivato il momento di scuotere i fan. “Abbiamo attraversato momenti davvero brutti quest'anno, e sono contento che siamo stati capaci di rialzarci e di continuare a suonare”, afferma Medlocke. “Per noi tutto ciò rende questo disco ancora più speciale. Sono sicuro che Billy ed Ean ci sorridono da lassù.”
Grazie al noto produttore rock Bob Marlette, agli input venuti dal chitarrista John 5 e a tantissimo materiale scritto dalla band e da una ristretta elite di compositori perfettamente in sintonia con gli SKYNYRD, il risultato è un album assolutamente degno di nota. “In passato non abbiamo mai lavorato molto bene con i produttori visto che abbiamo sempre voluto fare a modo nostro”, spiega Rossington. “Ma Bob Marlette ci ha contattati ed è davvero una persona incredibile. Ha capito come rivolgersi a noi quando si deve parlare di musica, e siamo diventati amici sin da subito. Ha avuto molte nuove idee e metodi, ma ha anche cercato di catturare il nostro vecchio sound.”
Parlando di John 5, Rossington aggiunge “è probabilmente uno dei migliori chitarristi con cui abbia mai suonato... ed io ho suonato con molti grossi nomi! Vive con una chitarra costantemente in mano, e la conosce meglio di chiunque altro.”
Con una spina dorsale fatta di Southern rock e country condita dalla voce appassionata di Van Zant e linee di chitarra incredibilmente stratificate, "God & Guns" riesce a mantenere la presa tipica degli SKYNYRD pur suonando assolutamente moderno. Considerato l'attuale scenario politico estremamente frammentato, la title track attirerà sicuramente molta attenzione: racchiude un senso di minaccia e riluttanza a darsi per vinti che evoca i vecchi tempi degli SKYNYRD. La band sa benissimo ciò di cui parla, e altri brani come anche “That Ain't My America” riceveranno forse alcune critiche, ma Medlocke sostiene che gli ascoltatori dovrebbero spingersi oltre il titolo.
“Non sono solo le parole 'God and guns' ad essere importanti. Dovete guardare oltre, pensando a ciò su cui si fonda questo Paese: la libertà”, afferma Medlocke. “Tutti dovrebbero essere in grado di decidere e non farsi trascinare come se fossero al guinzaglio, lasciandosi dire cosa fare e quando.”
E se alcuni critici non l'apprezzeranno “beh, si chiama libertà di scelta”, commenta Medlocke, che va fiero delle sue radici di nativo americano. “Sono sicuro che alcuni prenderanno in mano l'album, leggeranno 'God & Guns' e penseranno 'ecco, i redneck sono tornati' (il termine redneck è dispreggiativo e sta ad indicare una persona rozza, ignorante e reazionaria appartenente ai ceti bassi del Sud degli Stati Uniti). Beh, i membri di questa band non sono dei redneck, Rickey Medlocke è l'unico dannato redneck di questa band perché io avevo la pelle rossa.”
La title track, insieme all'inconfondibile sound alla SKYNYRD del primo singolo “Still Unbroken”, diventano brani tematici all'interno di un album carico di attitudine, cuore e propositi. “Gli Skynyrd sono tradizione”, spiega Medlocke. “Non siamo ragazzi che vanno in giro cercando di inculcare alla gente i nostri punti di vista personali e politici, anche se sono sicuro che chiunque possa facilmente capire da che parte sto io. In questo disco c'è molta tragedia personale, riflessioni sulle relazioni umane e sul vivere on the road, tutto contenuto sotto quel grande ombrello chiamato vita vera. E' questo che pensiamo, è questo ciò in cui crediamo, e ci sentiamo vicini a quel titolo, 'God & Guns'.”
Far passare gli SKYNYRD come un branco di “fanatici delle pistole” sarebbe sbagliato, secondo Van Zant. “La penso come Ronnie, 'le pistole sono fatte per uccidere', e non ho mai visto nessuno uccidere un cervo con una calibro 38.”, afferma. “Io possiedo alcuni fucili: vivo in una palude e sono obbligato a proteggermi.”
Gli SKYNYRD sono una band che, dopo tutto, non ha mai avuto paura di esporsi e parlare per quella parte della popolazione che spesso non riesce a far sentire la propria voce. “Tutti sono così preoccupati di dire le cose al giorno d'oggi, ma io non ho questo timore”, spiega Van Zant. “Viviamo in America, possiamo dire quello che pensiamo. Questi sono i nostri valori. Ciò non significa che tutti siano d'accordo con noi. Speriamo solo di non offendere molta gente. E se succede beh, trovatevi una casa discografica e scrivete le vostre canzoni.”
Questa band è ben cosciente della responsabilità che deriva dal fatto di mettere il nome “Lynyrd Skynyrd” su qualcosa, sia esso un album o un concerto. “Sentiamo che dobbiamo mantenere alti gli standard”, afferma Rossington. “Non farei uscire quest'album, non combatterei per farlo, se non pensassi che è valido.”
E così gli SKYNYRD sono ancora qui, “tutti interi” nel 2009. “La gente può pensare 'lo fanno per soldi', ma a dire la verità non penso proprio che ci sia qualcuno tra noi che ha bisogno di soldi”, afferma Van Zant. “Semplicemente amiamo la musica, è qualcosa che va al di là del denaro. Non si tratta più di quello. Dobbiamo guadagnarci da vivere, naturalmente, ma ciò che conta è il lascito dei Lynyrd Skynyrd e ciò che rappresentiamo, ciò che si aspettano i nostri fan. Niente è paragonabile alla sensazione che provo quando suono sul palco con gli Skynyrd e vedo la gente che ama la nostra musica.”
Rossington aggiunge “Siamo ancora qui, continuiamo a fare musica. Volevamo rendere ancora più orgogliosi di noi quelli che purtroppo non ci sono più, e anche rendere giustizia a questa band.”
"God & Guns" uscirà il 25 settembre per Loud & Proud/Roadrunner Records.
LYNYRD SKYNYRD:
Gary Rossington Chitarra
Johnny Van Zant Voce
Rickey Medlocke Chitarra
Mark "Sparky" Matejka Chitarra
Michael Cartellone Batteria
Robert Kearns Basso
Peter Keys Tastiere
Honkettes:
Dale Krantz Rossington Cori
Carol Chase Cori













