Cinque anni fa, i LAMB OF GOD hanno sorpreso tutti – anche loro stessi – attirando l'attenzione della casa discografica Epic Records, con la quale firmano un contratto. “Come può un gruppo estremo come il nostro anche solo esistere all'interno di una major del genere?”, ricorda il chitarrista Mark Morton.
Band molto più commerciali hanno ceduto a pressioni nel passaggio da etichetta indipendente a major. Scettici sul risultato di un tale rapporto, la band ha preso la palla al balzo per spingersi ancora ora e nel 2004 ha fatto uscire il feroce e tecnico “Ashes of the Wake” e nel 2006 l'oscuro e implacabile “Sacrament”. Entrambi gli album hanno dimostrato che il fatto di essere parte del roster di una major non aveva avuto effetti negativi sulla band. I fan e la critica hanno accolto con entusiasmo entrambi gli album: il primo ha vinto il premio di album dell'anno nelle maggiori riviste hard rock e metal di tutto il mondo, mentre il secondo è entrato nella top 10 di Billboard, diventando l'album con il maggior numero di vendite del 2006, e ricevendo una nomination ai Grammy. Ora, all'inizio del 2009, i LAMB OF GOD – il chitarrista Willie Adler, suo fratello e batterista Chris Adler, il bassista John Campbell, il chitarrista Mark Morton e il cantante Randy Blythe – hanno attirato nuovamente l'attenzione del mondo dell'heavy metal, armati di un nuovo violento album chiamato "Wrath".
Il fatto che i LAMB OF GOD siano ancora con noi – dopo più di un decennio che ha visto innumerevoli band arrivare sulla scena e sparire per sempre nell'oscurità – può essere attribuito ad una combinazione di integrità, duro lavoro e riff ancora più duri. Come per i loro album precedenti, i LAMB OF GOD hanno supportato l'album del 2006, Sacrament, stando in tour per ben 19 mesi, suonando anche con Ozzy Osbourne all'Ozzfest del 2007, con i Slayer all'Unholy Alliance tour, con i Megadeth durante il Gigantour e partecipando a numerosi festival europei, ad alcuni tour da headliner in Nord America e oltreoceano e chiudendo il tour di promozione dell'album con un tour da stadio nel dicembre del 2007. Alla fine la band era completamente esausta e per il bene di tutti quelli che erano stati coinvolti nel tour si è deciso ed annunciato pubblicamente che il 2008 sarebbe stato interamente consacrato al riposo – nessuna registrazione, nessun tour, nessun problema.
Naturalmente non è andata così. “Non ci siamo visti per qualche mese”, spiega Willie. “Ma questo non vuol dire che io non scrivessi brani o che Mark non lo facesse o che Chris non suonasse la batteria...”
Anche senza la solita pressione “tour-studio-tour” su di loro, i fratelli Adler sono presto tornati a lavorare su nuovi brani e nuove idee. Alla fine di marzo, molto prima di quanto preventivato, la band stava lavorando insieme al nuovo materiale: non perchè erano obbligati, ma perchè lo volevano. “Tutti hanno partecipato”, afferma Willie. “In passato Randy si era sempre fatto vivo a giochi quasi fatti, quando il disco era quasi completamente pronto, e avrebbe cominciato a preoccuparsi per i testi. Questa volta, invece, Randy era proprio lì e ci è stato durante tutto il processo.”
Josh Wilbur ha fatto capire molto chiaramente che voleva essere coinvolto in tutto questo. Dopo aver lavorato come tecnico del suono a Sacrament, Wilbur aveva già creato un rapporto stabile con la band; ora ha è entrato nel ring come potenziale produttore, dicendo loro che aveva un'idea molto chiara di come il disco avrebbe dovuto essere registrato questa volta. “Josh ci ha detto 'Non voglio che le persone si stacchino da quest'album dicendo che Josh Wilbur ha fatto un grande lavoro'”, spiega Mark. “Ha detto 'Voglio che le persone si stacchino da quest'album pensando quanto è incredibile il sound dei LAMB OF GOD'. Piuttosto che cercare di ricreare l'energia che abbiamo dal vivo, ha cercato di catturarla. E' sembrato qualcosa di così semplice, ma nessuno era mai venuto a dirci una cosa del genere.”
La band sapeva che per far funzionare l'approccio diretto e senza fronzoli alle registrazioni del nuovo album, i nuovi brani avrebbero dovuto essere scritti e modellati perfettamente molto prima di entrare in studio. “La pre-produzione è stata molto intensa, e abbiamo riscritto i brani molte più volte che in passato”, afferma Mark. “Prima era tipo 'Questo è il modo in cui è stato scritto il brano, quindi questo è il modo in cui dovrebbe essere'. Ma con le canzoni di quest'album abbiamo pensato 'Questo brano è davvero buono quanto potrebbe essere? Facciamone altre due versioni, e confrontiamole tra loro'”.
Per superare se stessi ancora una volta e continuare ad evolversi dopo “Sacrament”, la band ha previsto un piano di lavoro molto rigido ed auto imposto di ben sei mesi per mettersi alla prova e spingere se stessi e il nuovo materiale a nuovi livelli. Non appena i LAMB OF GOD hanno cominciato a registrare il nuovo album, le composizioni erano così incontestabili che Wilbur si è semplicemente limitato a settare i microfoni posizionati davanti alla batteria e gli amplificatori, lasciando la band cazzeggiare in libertà. “Volevamo fare in modo che l'album suonasse più thrash di qualunque altro”, afferma Willie. “'Concentriamoci solo su questo, come abbiamo fatto con Palaces'”.
“Ashes of the Wake (2004) ha avuto molto successo, Sacrament ha avuto molto successo, e un'altra band al nostro posto si sarebbe limitata a continuare sulla stessa scia, cercando di arrivare ad alcuni standard commerciali, o cose del genere”, afferma Mark. “Ma Chris all'inizio delle registrazioni di quest'album ha detto qualcosa che mi ha davvero colpito – ha detto 'Se non facciamo ora il disco che vogliamo davvero fare, quando cazzo lo faremo mai?'"
“Non voglio assolutamente togliere nulla agli album precedenti, perchè ci hanno permesso di arrivare sin qui”, continua Mark, “Ma Sacrament in particolare aveva un sound molto raffinato ed epic. E' un disco molto fuori dal mondo, mentre adesso noi volevamo davvero tornare con i piedi per terra. Questo album, invece, è molto organico, naturale – ci sono brani veri, e ogni nota è suonata da una persona vera, e il tutto è catturato in un modo molto vecchio stampo.”
I brani di "Wrath" – titolo che la band ha scelto per il nuovo bellissimo album – esce dalle casse dello stereo e punge nel vivo, assolutamente senza freni e libero dai fronzoli tipici dello studio e in questo caso davvero superflui. Ma la ferocità licantropica di brani come “In Your Words”, “Set To Fail” e “Fake Messiah” belie totalmente il fatto che le sessioni di "Wrath" sono in assoluto le più armoniose nella storia dei LAMB OF GOD. Mentre i dischi precedenti erano fortemente spinti da tensioni creative ed interne (che a volte culminavano, come può affermare chiunque abbia visto il DVD Killadelphia, in veri incontri di pugilato), "Wrath" è stato creato in un'atmosfera di sincera collaborazione e rispetto reciproco.
“E' stato insolito per John avere un'idea per un bellissimo drum pattern, o per Chris avere dei consigli su come far funzionare ancora meglio il riff che Willie ed io stavamo suonando”, afferma Mark. “Facciamo musica insieme da talmente tanto tempo che sappiamo come ciascun pezzo deve contribuire a formare un tutto, e tutti noi abbiamo varie idee. E' stato qualcosa di molto collaborativo su tutti i livelli, e questo traspare quando si ascolta il disco. Ha tutta quest'energia, questo ritmo, questa vitalità – e penso che ciò sia dovuto al fatto che tutti noi ci abbiamo dato dentro.”
Questo spirito collaborativo si è esteso anche ai testi dell'album. Anche se Mark e Randy hanno ancora una volta scritto la maggior parte dei testi – che vanno dalla rabbia politica (“Contractor” e “Dead Seeds”) a testi profondamente personali (“Everything to Nothing”, “Broken Hands” e “Set To Fail”) - anche gli altri ne hanno preso parte. “Le porte sono state molto più aperte di prima”, spiega Mark. “Tutti quegli atteggiamenti alla 'cani che combattono per vedere qual'è quello che domina gli altri' o si sono sviluppati trasformandosi in altro o sono stati accantonati per un po'. Penso che sia arrivato un punto in cui abbiamo deciso 'Facciamo un gran disco!' E' stato così semplice”, afferma ridendo. “Tre o quattro anni fa ci sarebbe sembrato impossibile; ma ora sembra tutto così semplice.”
Lo spirito rilassato e cooperativo si nota in modo molto chiaro nell'intro acustico di “Reclamation”, la traccia finale ed apocalittica dell'album, che è stato registrato dal vivo sul balcone di Studio Barbarosa, il piccolo studio adiacente alla spiaggia in Virginia dove la band ha registrato tutte le chitarre di "Wrath". “Josh ha messo un po' di microfoni, e Mark ed io abbiamo improvvisato”, afferma Willie. “Si possono sentire le onde dell'oceano che si infrangono alle nostre spalle. Ed è stato incredibile. Randy ha detto tipo “E' splendido – si abbina perfettamente al testo che ho scritto!' Io gli ho chiesto di cosa parlava il testo, e lui ha detto che parlava della terra che reclama se stessa e dell'innalzamento delle acque.”
Ora con "Wrath" che sta per uscire in tutto il mondo i LAMB OF GOD possono concentrarsi per mantenere il loro status di una delle band più selvagge che abbiano mai calcato un palco, proprio come ha dimostrato il periodo a fine 2008 in cui hanno suonato di supporto ai Metallica. “Anche se volevamo davvero prenderci tutto il 2008 di riposo, non potevamo non andare in tour con i Metallica,” afferma Willie ridendo. “Voglio dire, quando avevo 11 anni facevo finta di essere Kirk Hammett, hai presente? Si è realizzato un sogno, e non vediamo l'ora di tornare in tour con loro quest'estate.”
Naturalmente, aspettatevi anche una tonnellata di date da headliner, visto che i LAMB OF GOD porteranno "Wrath" in giro per il mondo per un'altra ventina di mesi. “Ci sembra ieri che eravamo solo una delle nuove band emergenti, dei perdenti”, riflette Mark. “E ora sento davvero che stiamo diventando dei veterani – siamo quasi vecchi statisti. Sono passati cinque anni da quando abbiamo firmato con Epic Records, e cinque anni sono davvero tanti nella musica. Ma siamo ancora qui. Ma quando avremmo potuto fare un buco nell'acqua o quando l'eccitamento avrebbe potuto placarsi, è stato davvero appagante essere così entusiasti del nuovo materiale”.
“Siamo in un bel posto, ora”, continua. “Amiamo questo disco e ci siamo divertiti a farlo, tornando alle radici della nostra musica e vedendo cosa ne sarebbe saltato fuori. E' davvero un bel momento per noi.”
I LAMB OF GOD hanno costruito una carriera e scritto degli album che hanno ispirato e spinto l'evoluzione dell'Heavy Metal nel nuovo millennio. "Wrath" combina ogni lezione imparata dalla band e gli anni di esperienza con un'aggressione tipica di quel quartetto che si è formato quindici anni fa. L'album testimonia l'integrità della band che ha scelto a ragion veduta di andare sempre oltre e di darci sempre più dentro. "Wrath" potrebbe tranquillamente rappresentare, in vari modi, la loro medaglia d'oro.
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