Fiction Plane
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Ultima Pubblicazione
11 maggio 2010
Date Concerti
Membri
Joe Sumner
Seton Daunt
Pete Wilhoit
08.10.2010 La Casa 139 Milano http://ticketone.it/nc_id362263_pt529_Fiction-Plane.html?cdProductSelected=INDI2010FI0524&q=fiction%20plain Buy Tickets Mentre il ventunesimo secolo prosegue nella sua seconda decade e le pagine del music business si riempiono di storie legate al declino dell'industria musicale, appare chiaro come anche per i musicisti sia sempre più difficile vivere con e per la musica. Alcune band hanno reagito ai mutamenti assumendo il diretto controllo delle loro carriere, non la via più semplice per formazioni ancora alla ricerca del grande salto. Questo è quello che hanno fatto i FICTION PLANE e, mentre tutti sono intenti a discutere del destino e il futuro della scena musicale, "Sparks", loro terzo lavoro in studio, entra nella nuova decade con confidenza e ottimismo.

Tutto a inizio nei primi mesi del 2009. Dopo aver trascorso due anni e mezzo in tour, aver suonato davanti a 85.000 persone allo Stade De France di Parigi e aver conquistato il leggendario Paradiso Club di Amsterdam, Pete Wilhoit (batteria), Seton Daunt (chitarra) e Joe Sumner (basso e voce) sono tornati al lavoro nell'amata New York. "Non avevamo una chiara idea sul da farsi, ed era strano per noi", ricorda Pete. "Avevamo solo due brani pronti, già presentati live, ma nulla era chiaro, se non la consapevolezza di voler chiudere un lavoro unico e collettivo". Conferma Seton: "Il 90% di questo disco è collaborativo, mentre in passato la maggior parte delle idee arrivavano da Joe". Per tre settimane, la band ha jammato e provato, lavorando a ogni possibile idea e registrato tutto quanto creato. "Abbiamo terminato con ore di materiale e registrazioni. Alla fine, era come se avessimo creato qualcosa di unico, di magico", aggiunge Joe. Parte del nuovo materiale è stato, poi, presentato in anteprima durante un esclusivo show alla fine del 2009. "È stato importante per noi testare i nuovi brani davanti al nostro pubblico", continua Pete. "La dimensione live è il nostro punto di forza, dovevamo sapere se i pezzi avrebbero funzionato come sperato".

Soddisfatti di quanto ottenuto e ormai sicuri di aver intrapreso la giusta via, la band si è spostata negli RAK Studios di Londra con il produttore Paul Corkett alla fine di febbraio, per poi completare il lavoro a settembre. "Prima di cominciare a registrare ci siamo chiesti cosa avremmo voluto ascoltare da una band che adoriamo. Per noi è stata l'occasione per testare soluzioni che non avevamo mai preso in considerazione prima", spiega Seton. "Questa volta nessuno ci ha condizionato, nessuno ci ha detto come muoverci e nessuno ci ha posto sotto pressione", continua Joe. Il risultato è un disco stilisticamente diverso e avventuroso, in grado di racchiudere ed enfatizzare le peculiari caratteristiche che da anni guidano il suono dei FICTION PLANE. "Tutte le nostre passate esperienze sono presenti", conferma Seton. "Siamo tutti fan dei Radiohead e dei Queen Of The Stone Age, io adoro Bob Dylan, Joe ama i Pavement e Pete è un grande appasionato di Coltraine. In realtà non assomigliamo a nessuno di questi artisti, se non per l'approccio che ci contraddistingue. Oggi è sempre più difficile vendere dischi e pensare di cambiare le cose seguendo regole che non ti appartengono non risolve nulla. Tutto quello che puoi fare è suonare ciò che ami e divertirti nel farlo".

Parte di questo divertimento è legato alle ultime sessioni in studio: "Un incredibile e intimo angolo rock'n'roll a metà strada tra un pub e un night club", come lo descrive Joe. "In più di un'occasione abbiamo chiuso rapidi mix, per poi spostarci nel pub per osservare le reazioni della gente. Se le persone non conoscono un brano, ma reagiscono, allora tutto assume una nuova dimensione. Osservare tutto questo ci ha aiutato molto, facendoci capire cosa funzionava e cosa, invece, era da rivedere o scartare"."You Know You're Good (The La La Song)", prima traccia di "Sparks" è nata in questo modo. "L'abbiamo suonata live durante gli ultimi due anni, durava circa otto minuti e aveva un altro titolo", commenta Seton. "Ha subito numerosi cambiamenti nel corso del tempo, in una sorta di naturale progressione". continua Joe. "Avevamo già provato a registrarla, ma alla fine abbiamo tenuto solo la parte che suscitava maggiori reazioni tra il pubblico". Come gran parte del disco, il brano è ora caratterizzato da una naturale energia live, in grado di imprimersi nella mente dopo un semplice ascolto. Allo stesso tempo, tutto sembra fare capo a una formazione matura e completa, caratterizzata da un suono e una personalità in grado di trascendere dalle molte influenze.

"Una delle cose che ho imparato durante i molti mesi trascorsi in tour"
, dice Joe, "è che puoi essere estremamente espressivo e che il pubblico sa esattamente come interpretare parole e musica. Quando componi, pensi che le piccole differenze siano importanti. Ora so che la musica si adatta e plasma attorno a ciò che scrivo e questo mi ha dato la forza e il coraggio necessario per uscire dagli schemi". Tutto questo è evidente in "Russian LSD", brano ispirato alla satira post-rivoluzionaria dell'autore russo Mikhail Bulgakov. "Ho letto 'The Master And Margarine' alcuni anni fa e mentre stavamo suonando la canzone, ho pensato che sarebbe stata la perfetta colonna sonora per gli eventi narrati". "È come se fossimo cresciuti e divenuti la band in grado di fare cose in passato impossibili", conferma Pete. Lo stesso senso di libertà e avventura anima "Humanoid", traccia che, secondo Pete, "Rappresenta un momento unico. Sei in studio, inizi a suonare e subito sei coinvolto dal ritmo prodotto. Inizia con un loop di batteria a la Radiohead, per poi arricchirsi con elementi propri del nostro passato, fino ad aprirsi in una miriade di passaggi e sfumature. Siamo davvero soddisfatti del risultato finale".

Altri importanti richiami permeano "Tommy", che Seton descrive come "Un ubriaco inglese che entra in un club di lapdance e fa più di quanto dovrebbe". "Abbiamo trascorso diverso tempo a Parigi", continua Joe, "E c'erano sempre un sacco di inglesi così attorno al Pigalle. Dopo un po' ne vedevi volare fuori qualcuno dal club". "Sparks" continua poi con la ballata "Denied", "La più vivace conzone d'amore mai scritta da Joe", come la descriva Seton. "Non ho fatto ascoltare i testi a nessuno prima dell'ingresso in studio". Ricorda Joe. "Non ero sicuro di riuscire a esprimere perfettamente quanto avevo immaginato. Come scrittore, a volte è più facile lasciarsi trascinare da mood cupi e introversi, ma questo è uno dei pochi momenti del disco in cui posso realmente ascoltare la mia voce". Parlando con i membri dei FICTION PLANE, è impossibile non notare quanto siano entusiasti di "Sparks". "Anche se tutto dovesse finire domani, siamo felici perché abbiamo fatto quanto sempre desiderato e artisticamente siamo completamente appagati. Questa è la reale rappresentazione della band, e tutto passa attraverso la musica, per poi giungere a noi", conferma nuovamente Seton. Joe aggiunge: "Abbiamo catturato il momento e non voglio certo che tutto questo finisca. Molta muscia oggi è votata al mercato, non giudico questo, a volte è necessario, ma noi ci muoviamo nella direzione opposta e penso che ascoltando 'Sparks' sia chiaro. Voglio dire, amo essere sorpreso dalla musica. A volte apri un sito web e ci trovi scritto 'se ami X allora adorerai Y', e la maggior parte delle volte non è assolutamente così, non ha senso... Amo andare alla cieca e scoprire nuovi suoni, è così che ho conosciuto alcuni dei miei artisti preferiti. Sarebbe fantastico se le persone si avvicinasero a 'Sparks' in questo modo".


Joe Sumner Basso e Voce
Seton Daunt Chitarra
Pete Wilhoit Batteria