"Only time will let you know if you’re worth anything", canta Claudio Sanchez in "The Broken", seconda traccia e prima avvisaglia di "Year Of The Black Rainbow", quinto e nuovo album in studio dei COHEED AND CAMBRIA. Come ogni affermazione sincera e diretta, il brano lascia intendere l'importante valore dell'opera, sottolineando e confermando tutto quanto fatto fino a oggi. La band non si è limitata a protrarre quanto iniziato, ma è andata oltre, delineando e chiudendo la saga iniziata anni fa e ora perfettamente riassunta nella novella (scritta dallo stesso Sanchez e dall'autore di best seller Peter David) di 352 pagine che accompagna "Year Of The Black Rainbow".
"Mi sono sempre sentito un outsider, e 'The Broken' riflette esattamente questa mia condizione", continua Claudio. "Sono sicuro che alcuni dei nostri fan si legheranno a questo brano. 'The Broken' è una sorta di manifesto atto a richiamare l'attenzione e a spronare ognuno di noi ad accettare difetti e tristezza, fino a scoprire che non si è soli come si pensava".
I COHHED AND CAMBRIA ben incarnano questo spirito. La loro musica ha superato molti ostacoli e non si è fatta mai sopraffare da nulla. Dalla formazione della band, il processo iniziato con l'album di debutto "The Second Stage Turbine Blade" (2002) e protratto con i successivi lavori, ha tracciato un sentiero unico e indelebile, oggi difficile da confutare.
Ironicamente, le nuvole del passato sembrano essersi allontanate da "Year Of The Black Rainbow", prequel e capitolo finale di The Armony Wars. Questo disco è il primo realizzato con la nuova lineup, che vede, al fianco di Claudio Sanchez, il chitarrista Travis Stever, il bassista Michael Robert Todd e il batterista Chris Pennie. Sebbene Pennie fosse già con la band durante la stesura di "Good Apollo, I'm Burning Star IV, Volume Two: No World For Tomorrow" (2007), alcune questioni burocratiche gli avevano impedito di partecipare attivamente alle registrazioni (a suonare le sue parti in studio, Taylor Hawkins dei Foo Fighters). Oggi il batterista è finalmente libero da ogni impedimento, e dopo aver accompagnato la formazione negli ultimi tour, è entrato in studio per partecipare attivamentye al processo sfociato in "Year Of The Black Rainbow". "Dopo aver finalmente consolidato la mia posizione, ho preso in considerazioni diversi punti, assicurandomi di essere in grado di completare e complementare appieno quanto realizzato dai miei compagni di viaggio, senza uscire dagli schemi per arricchire e valorizzare al meglio quanto scritto", conferma il batterista (membro fondatore dei The Dillinger Escape Plan).
La creazione di "Year Of The Black Rainbow" è stata caratterizzata da numerose e importanti innovazioni. A rendere al meglio quanto composto dai quattro musicisti, Atticus Ross (Nine Inch Nails, Jane's Addiction) e Joe Barresi (Queens Of The Stone Age, Tool), che hanno accompagnato Sanchez fin dalle prime fasi. "C'é stato un momento in cui mi sono trovato contro un muro, musicalmente non riuscivo a scavalcare l'ostacolo", ricorda il cantante. "È stato verso la fine di '...No World For Tommorow'. Avevamo chiuso quel discoe dovevamo andare avanti... ma sono arrivato a pensare che forse avrei potuto lasciare il concetto aperto, senza portare a termine la storia originale... Dopo l'incontro con Atticus e Joe qualcosa è cambiato e il primo demo realizzato insieme anticipava già molto di quanto è poi successo. Ho realizzato che c'erano ancora molti elementi da sfruttare e utilizzare e che avreipotuto crerae qualcosa di nuovo e divertirmi come in passato". Incoraggiati dai nuovi produttori, i COHEED AND CAMBRIA si sono avvicinati a "Year Of The Black Rainbow" da una differente e nuova prospettiva, espandendo i personali orizzonti musicali e ricreando le emozioni che li hanno portati dove sono oggi.
"Quando sei in una band, a volte desideri qualcosa di nuovo per latua musica", aggiunge Stever. "Per fare questo, avere i giusti produttori è essenziale. La gente a volte sembra dimenticarlo, pensando di poter fare tutto autonomamente... stronzate. L'essere affiancati da persone competenti in grado di comprendere il tuo pensiero e di guidarti verso la giusta direzione fa ancora la differenza".
Il primo singolo estratto, "Here We Are Juggernaut", oltre a contenere importanti elementi legati alla saga, "parla della relazione tra me e mia moglie e del forte rapporto che ci lega: è un passaggio molto importante per me", confida Sanchez. Un'altro passaggio sopra le righe di "Year Of The Black Rainbow" include un'inedita e sentita interpretazione di Todd, pronto ad andare oltre quantop presentato per sperimentare soluzioni finora inedite.
Mentre le linee guida di The Armony Wars si rincorrono attraverso l'intera discografia dei COHEED AND CAMBRIA, la novella presentata con "Year Of The Black Rainbow" riuassume e unisce tutto quanto scritto, fino a chiudere un'epopea senza paragoni.
"La storia prende spunto dalla vita e dall'amore, da tutte le persone a me care, da mia moglie e dai miei genitori", spiega Claudio. "Ho raccolto tutti i miei sentimenti e le figure importanti della mia vita e li trasposti all'interno dell'opera. Più ci si avvicina alla fine, più i misteri si dipanano e ogni cosa assume la giusta dimensione. Tutto quanto ha influenzato la mia vita è qui presente, dal primo simbolo della band fino alle rivelazioni del secondo capitolo".
Quanto avverà in futuro non è ancora dato saperlo, ciò che è chiaro è che la band si appresta a supportare al meglio la nuova fatica discografica, conclusione di un cammino pronto ad aprire le porte a nuove e importanti implicazioni.
"Per quanto riguarda il concept, questo disco chiude il cerchio", conclude Sanchez. "È bello sapere che esiste una fine. Se i Coheed And Cambria dovessero scioglersi domani, 'Year Of The Black Rainbow' sarebbe il disco perfetto per descriverci e rappresentarci".
Claudio Sanchez Voce, chitarra, tastiere, synth
Travis Stever Chitarra, voce, synth
Michael Todd Basso, voce
Chris Pennie Batteria













